Meagan Duhamel ed Eric Radford si sono agevolmente imposti nella diciassettesima edizione dei Campionati dei Quattro Continenti bissando il successo ottenuto due anni or sono.
La supremazia palesata dalla coppia canadese sul ghiaccio del "Mokdong Ice Rink" di Seoul va però ben oltre la vittoria in entrambi i segmenti di gara ed è ben fotografata, diciotto punti di margine sulla concorrenza a parte, dall'evidente predominio sul versante tecnico rispetto alle coppie cinesi, da tre lustri all'avanguardia nel settore. I dominatori dell'ultima finale del Grand Prix hanno perciò facilmente mantenuto l'imbattibilità stagionale, che, peraltro, non riguarda solamente le gare disputate, ma anche ogni singolo programma affrontato.
Nel libero odierno, Duhamel/Radford hanno confermato di padroneggiare senza alcuna difficoltà il quadruplo salchow lanciato e, eccezion fatta per una sbavatura di entrambi sull'ambizioso triplo lutz in parallelo, hanno completato senza alcun problema gli elementi pianificati, tra cui spiccano un pregevole reverse lasso, la combinazione triplo toeloop/doppio toeloop/doppio toeloop e il triplo lutz lanciato, eseguito dopo tre minuti.
Il piatto forte della competizione si è però rivelato il confronto tra i sodalizi cinesi con in palio la seconda posizione. Alla fine, complice un'ingenuità dei giovani Wenjing Sui/Cong Han sulla trottola in coppia, l'hanno spuntata Cheng Peng/Hao Zhang, in precedenza mai sul podio in un campionato ISU. Per l'occasione, gli allievi di Hongbo Zhao sono stati capaci di infrangere per la prima volta in carriera la soglia dei duecento punti, confermando pregi e difetti. Peng/Zhang hanno, infatti, presentato un quadruplo twist da antologia con tanto di sollevamenti e salti lanciati di stordente bellezza, ma, a causa degli atavici problemi di Peng sui salti in parallelo, hanno lasciato sul piatto almeno cinque punti.
I rientranti Qing Pang/Jian Tong, accompagnati in kiss & cry dal coreografo Nikolai Morozov, si sono tolti la soddisfazione di chiudere sul gradino più basso del podio la gara di debutto stagionale ottenendo il secondo punteggio nel libero grazie alla migliore valutazione in assoluto sulle componenti del programma. I veterani cinesi, alla nona apparizione sul podio nei Four Continents, hanno avuto il merito di saper reagire ad una giornata negativa sui salti in parallelo. In ogni caso, a parte gli errori di Pang sul primo axel della sequenza di doppi axel e sul toeloop, completato doppio anzichè triplo, il programma sulle note di "Io ci Sarò" è filato via liscio ed ha valorizzato al meglio le doti di interpreti da sempre tra i punti di forza della coppia.
Sui/Han, sulla carta i più accreditati nella compagine asiatica, si sono dovuti accontentare di un amaro quarto posto, penalizzati da un atterraggio su due piedi del triplo salchow in parallelo da parte di Sui, ma soprattutto dai punti persi sulla trottola in coppia, che non ha ottenuto neppure il livello minimo dal pannello tecnico perchè Han non ha effettuato il numero minimo di rotazioni previste (3) sulla posizione di ingresso prima di effettuare il cambio piede. Per il resto, i vincitori della passata edizione si sono distinti sui salti in parallelo ed hanno eseguito una delle migliori combinazioni triplo toeloop/doppio toeloop/doppio toeloop della carriera, pur evidenziando una velocità minore rispetto ad altre occasioni.
A Seoul, per mano di Alexa Scimeca e Chris Knierim, quinti classificati, è caduto il primato nazionale statunitense, che apparteneva a Castelli/Shnapir. Gli allievi di Dalilah Sappenfield hanno dimostrato sul campo di meritare lo status di coppia di punta del movimento a stelle e strisce e, per la prima volta in una competizione internazionale, hanno presentato il quadruplo twist. Impeccabile su sollevamenti e tripli lanciati, il sodalizio di stanza a Colorado Springs ha evidenziato i soliti patemi sul salchow in parallelo, eseguito doppio da Knierim, ma l'insieme del programma ha sicuramente convinto tutti gli scettici.
A seguire, si sono piazzati i debuttanti canadesi Lubov Iliushechkina/Dylan Moscovitch, che hanno stravinto la sfida con i connazionali Kirsten Moore-Towers/Michael Marinaro, preceduti anche dagli statunitensi Haven Denney/Brandon Frazier e Tarah Kayne/Daniel O'Shea, coppie che si sono espresse ben al di sotto del potenziale.
Con il successo di Duhamel/Radford, arrivato dopo quello di Weaver/Poje, il Canada ha posto le premesse, Giappone permettendo, per la vittoria nel medagliere della diciassettesima edizione dei Four Continents. Peraltro, sia la coppia di artistico che quella di danza hanno bissato l'affermazione della finale del Grand Prix.
CLASSIFICA FINALE
01) CAN - Meagan DUHAMEL / Eric RADFORD
219.48 (1|1)
02) CHN - Cheng PENG / Hao ZHANG
201.45 (2|3) PB
03) CHN - Qing PANG / Jian TONG
199.99 (4|2)
04) CHN - Wenjing SUI / Cong HAN
198.88 (3|4)
05) USA - Alexa SCIMECA / Chris KNIERIM
187.98 (5|5) NR
06) CAN - Lubov ILIUSHECHKINA / Dylan MOSCOVITCH
173.50 (6|6) PB
07) USA - Haven DENNEY / Brandon FRAZIER
167.57 (9|7)
08) USA - Tarah KAYNE / Daniel O SHEA
166.67 (8|8)
09) CAN - Kirsten MOORE-TOWERS / Michael MARINARO
160.70 (7|9) PB
10) JPN - Narumi TAKAHASHI / Ryuichi KIHARA
132.84 (10|10)
Legenda
NR - national record - record nazionale
PB - personal best - primato personale
Approfondimenti
Video
Meagan DUHAMEL/Eric RADFORD - Four Continents 2015, Seoul - free program
Mike Henderson, Sabato 14 Febbraio 2015Video
Cheng PENG/Hao ZHANG - Four Continents 2015, Seoul - free program
Mike Henderson, Sabato 14 Febbraio 2015Video
Qing PANG/Jian TONG - Four Continents 2015, Seoul - free program
Mike Henderson, Sabato 14 Febbraio 2015BOLLETTINO NEVE
LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
---|---|---|
Courmayeur | 18/18 | 20-100 cm |
Ghiacciaio Val Senales | 11/11 | 55-130 cm |
Gressoney-La-Trinitè | 10/11 | 30-80 cm |
Selva di Val Gardena | 64/79 | 40-110 cm |
Obereggen | 18/20 | 10-60 cm |
Solda | 10/10 | 15-160 cm |
Crest | 9/10 | 40-70 cm |
Bellamonte | 7/8 | 20-90 cm |
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La startlist della gara finale di specialità: prima manche alle ore 17.00 (la seconda alle 20.00), con il pettorale rosso che aprirà prima di Haugan, McGrath e dell'ex compagno Pinheiro Braathen, con Noel (numero 6) che ha una minima chance per la sua prima coppa. Vinatzer con il 17 è l'unico azzurro al cancelletto.
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